Ksatriya Dharma - Scuola di Arti Marziali per la Formazione di Guerrieri
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IL PRINCIPIO KSATRIYA
L’Eterno e Sacro Codice del Guerriero


 


Breve riassunto del Principio Ksatriya, il codice morale del guerriero che un tempo, re e capi di Stato dovevano apprendere fin dall'infanzia per poter dirigere il popolo in modo da creare i presupposti per la pace, la serenità, la prosperità, la conoscenza e la libertà di tutti.


CAPITOLO 1
Lo ksatriya e la sua fede
sono una cosa sola

 



1
L’ornamento del guerriero è il principio ksatriya, l’eterno e sacro codice morale.


2
Gli ksatriya sono considerati tra gli uomini nati-due-volte


3
Gli ksatriya nati-due-volte, così come i brahmana e i vaisya, devono sottoporsi a diversi riti purificatori.


4
“Sul pianeta terra esistono due dinastie di ksatriya, una che discende dal dio del sole e l’altra che discende dal dio della luna. Queste dinastie sono conosciute rispettivamente come Surya-vamsa e Chandra-vamsa.

 



CAPITOLO 2
Lo ksatriya è eroico

 



5
“Per uno ksatriya è una grande infamia essere vinto da un avversario di forza inferiore o
uguale alla sua. Può essere vinto solo da un avversario più forte di lui”.


6
Uno ksatriya accetta sempre la sfida da un guerriero rivale, perché egli è sempre felice quando gli viene offerta l’opportunità di combattere.


7
I colpi di un nemico valoroso, allietano il cuore di un grande guerriero ksatriya.


8
Lo ksatriya è un grande guerriero pronto ad affrontare tutti i pericoli di una battaglia.



 


CAPITOLO 3
Lo ksatriya è potente

 



9
Quando uno ksatriya mostra una grande forza sul campo di battaglia, è definito maha-ratha, colui che è capace di lottare da solo contro migliaia di nemici.


10
Lo ksatriya è potente come un leone in battaglia, per questa ragione è definito singh (leone) o talvolta vihagra (tigre tra gli uomini).


11
Lo ksatriya è definito sarvadaman, “colui che può dominare qualsiasi essere”.



12
Uno ksatriya dovrebbe sapere che il Signore Supremo, Sri Hari, è conosciuto come Butavasa, la dimora suprema di ogni essere vivente. Considerando questo con molta attenzione, lo ksatriya deve astenersi dal privare gli altri del proprio corpo. In altre parole non deve mai uccidere senza motivo altri esseri viventi.




CAPITOLO 4
Lo ksatriya è determinato

 


13
Lo ksatriya è determinato nel mantenere sempre fedeltà alla parola data.


14
Un vero ksatriya non si arrende mai, combatte con determinazione fino alla vittoria o alla morte.



15
Lo ksatriya aderisce con determinazione al principio che consiste nel difendere la società dagli attacchi dei ladri e dei briganti.



16
Colui che uccide una creatura indifesa agisce in contrasto con i princìpi degli ksatriya nati-due-volte.




17

Uno ksatriya sa che colui che osa torturare creature innocenti in un luogo solitario è considerato un criminale.

 

18
Uno ksatriya è particolarmente fiero di assicurare protezione alle anime sottomesse, perché questa è una qualità propria del guerriero detta ishvara-bhava, il potere di difendere una giusta causa.



19
“Quando uno ksatriya viene informato che qualcuno lo sta ingannando, rompendp i principi della moralità, immediatamente prova una grande collera e con grande determinazione cerca di fermarlo gridando tistha! tistha! (fermati! fermati!)”.


20
Quando uno ksatriya percepisce la radice di ogni discordia nel mondo, cerca i fermarla sul
nascere.


21
Lo ksatriya per la pace del mondo e la difesa del Dharma castigherà i malfattori e correggerà i ribelli.


22
Lo ksatriya è qualificato quando si dimostra inflessibile nel punire i malfattori.


23
Lo ksatriya deve essere per i malfattori la personificazione del terrore.


24
Ovunque vada lo ksatriya pensa: “Chiunque faccia soffrire degli esseri innocenti deve temermi, in qualsiasi parte del mondo si trovi. Poiché, reprimendo i miscredenti senza scrupoli si porta automaticamente beneficio agli innocenti”.


25
Poi lo ksatriya pensa: “Annienterò personalmente ogni essere ribelle che commetta offese torturando un innocente, fosse anche un abitante dei cieli, coperto di armatura e di gioielli”.


26
Se uno ksatriya, è un potente guerriero protetto da Sri Vishnu, potrà a sua volta proteggere tutti coloro che vivranno sotto la sua legge; un tale guerriero sarà conosciuto come Vishnu-ratha.


27
Per uno ksatriya trascurare di proteggere questi esseri è certamente causa di umiliazione.

 



CAPITOLO 5
Lo ksatriya è ingegnoso




28
Lo ksatriya è capace di risolvere situazioni difficili.


29
Lo ksatriya è sempre capace di escogitare cose nuove.


30
Lo ksatriya ha la capacità di intuire le cose.


31
Lo ksatriya ha capacità creativa.


32
Lo ksatriya ha la capacità di giudizio.


33
Lo ksatriya ha la capacità di apprendere le cose con prontezza.


34
Lo ksatriya si impegna con ogni mezzo per raggiungere il suo scopo.

 



CAPITOLO 6
Lo ksatriya è coraggioso

 

 



35
Quando uno ksatriya riceve la notizia di atti illegali nel suo regno, non la trova affatto piacevole; tuttavia ciò gli dà la possibilità di combattere, prende dunque l’arco e le frecce e con coraggio si prepara a combattere il nemico.


36
È dovere di uno ksatriya, specialmente del re, dei capi militari e del capo di Stato, restare in prima linea durante la battaglia.


37
Lo ksatriya non deve mai ritirarsi di fronte al nemico; non torna mai con ferite sulla schiena.



 



CAPITOLO 7
Lo ksatriya è generoso

 



38
Lo ksatriya è compassionevole verso chi si arrende a lui; non uccide mai una tale persona.


39
Uno ksatriya sa bene che una persona che si arrende deve ricevere ogni protezione, anche se fosse un nemico.


40
Uno ksatriya diventa famoso per i suoi atti di carità, il compimento di yajna, e la capacità
di proteggere le anime sottomesse.



41
“Gli ksatriya dovrebbero compiere grandi cerimonie e distribuire con generosità le ricchezze che hanno accumulato”.

 

42
Lo ksatriya è colui che sa come, dove e quando fare la carità; non accetta mai doni per sé. Gli ksatriya, devono sempre preoccuparsi del sostentamento dei poveri con doni caritatevoli.


43
Uno ksatriya che per un motivo o per un l’altro non può rispettare l’obbligo del fare la carità, dovrebbe sentirsi molto dispiaciuto.




44
È dovere di uno ksatriya, specialmente se capofamiglia, prima di mangiare, nutrire i bambini e gli anziani della famiglia, come anche gli ospiti, i brahmana e gli invalidi.



45
Lo ksatriya è un rifugio degno quanto l’Himalaya; possiede la clemenza della Terra e l’indulgenza dei genitori verso i figli.




 



CAPITOLO 8
Il governo del re ksatriya



“Un tempo la monarchia esisteva in quasi tutto il mondo, ma gradualmente, poiché i re abbandonavano il loro ideale di vita morale a favore di una vita sregolata dedita al piacer dei sensi, le monarchie di tutto il mondo furono abolite. Non è sufficiente però limitarsi ad abolire la monarchia e a sostituirla con la democrazia; se gli uomini di governo  diventano immorali e non seguono le orme delle grandi personalità, il popolo non ne ricaverà nessun beneficio”.


46
“I grandi saggi, che pensano sempre al benessere del popolo, affermano che in assenza di un re ksatriya nessuno è in grado di proteggerne gli interessi, perché senza il suo governo i cittadini diventano indipendenti e sregolati.


47
Lo ksatriya è abile a governare per natura.


48
Gli ksatriya devono provvedere alle loro necessità soltanto occupando una carica direttiva, non possono accettare nessun altra occupazione.


49
“Quando protegge i cittadini dallo scompiglio che i ministri malvagi, ladri e malfattori generano, il re, grazie a queste attività pie, può accettare le tasse che i suoi subordinati gli versano. Così un re virtuoso può certamente godere in questo mondo e nella vita dopo la morte”.


50
Uno uomo che sale al governo, e che ritiene di essere uno ksatriya solo per una questione di nascita o di potere acquisito con l’inganno, in realtà è solo uno ksatra-bandhu, uno ksatriya di casta privo di vere qualità.


51
I figli indegni delle famiglie reali sono chiamati ksatra-bandhava.


52
A volte uno guerriero non accetta le istruzioni dei saggi. Questa impudenza è dovuta al fatto che egli è nato in una famiglia di ksatriya. Mancando quindi dell’umiltà tipica dei brahmana, egli ha il cuore pieno di collera e non riesce ad ascoltare i consigli dei saggi. Un tale ksatriya non ha le qualità necessarie per dirigere un regno.


53
Ogni volta che gli ksatriya trascurano le istruzioni dei saggi ed eruditi, devono essere spodestati e sostituiti con dirigenti migliori.


54
L’abito regale si addice a un re, a uno ksatriya, ma quando un uomo di livello inferiore si veste abusivamente da re, sarà costretto a rivelare la sua vera identità appena uno ksatriya autentico gli lancerà una sfida.




55
Se il re ksatriya che segue i principi morali non sbaglia mai, viene considerato un rajarsi e quindi non deve essere mai condannato.




"Quando il regime monarchico viene abolito il mondo intero si riempie di ladri che si gettano sui sudditi indifesi come su tanti agnelli smarriti”.


56
“Eroismo, potenza, determinazione, ingegnosità, coraggio in battaglia, generosità e abilità direttiva sono le qualità naturali che emergono nelle attività dello ksatriya”.



57
Un re ksatriya che nella sua umiltà si sente un indegno rappresentante dell’ordine regio, che aspira sempre alla misericordia dei saggi, deve essere considerato anch’egli una grande anima, degno del ruolo di re.



58
Un re ksatriya deve sempre aspirare a diventare un nuovo Rama-rajya, un re ideale come Sri Rama.



59
Il re ksatriya impara fin dall’infanzia a compire i sacrifici e i digiuni, inoltre viene educato nell’elevata scienza del raja-dharma, l’attività prammatica dei re.




60
Gli ksatriya devono essere molto esperti nelle Scritture vediche, ma non devono mai esercitare la professione di precettori, bensì impiegare le loro energie per eliminare ladri, briganti, trafficanti e altri elementi indesiderabili della società


61
“Il buon nome di un re ksatriya, la durata della sua vita e la sicurezza di una nascita favorevole svaniscono quando nel suo regno gli esseri sono atterriti dai malfattori. È certamente il primo dovere del re alleviare le sofferenze degli infelici”.



62
Un re le cui azioni non sono in contrasto con i principi degli “ksatriya nati-due-volte”, può essere considerato un uomo divino.


63
L’impresa più gloriosa per uno ksatriya consiste nel tener fede ai principi morali e a farli rispettare dagli altri nonostante le avversità. Tali principi si fondano su quattro regole di base: l’austerità, la pulizia, la misericordia e la veridicità.


64
“Il dovere supremo del re ksatriya è dare ogni protezione alle persone che rispettano la legge e punire coloro che si allontanano dai precetti della moralità anche in tempi ordinari, fuori da ogni circostanza eccezionale”.



65
Lo ksatriya sa che i malfattori devono essere banditi dallo Stato. Questo è l’unico modo per spazzare via la corruzione.



66
Gli ksatriya devono cooperare con gli uomini saggi per il benessere della società: con la loro saggezza essi illuminano gli uomini sulla conoscenza perfetta, mentre gli ksatriya assicurano loro ogni protezione.


67
Lo ksatriya deve governare il mondo secondo le direttive dei saggi  eruditi e qualificati.




68
Lo ksatriya deve diventare il padre di re saggi che possono guidare il popolo verso la virtù e la liberazione dalla sofferenza; in altre parole, è un santo dovere del re generare un degno erede al trono.



69
Solo grazie all’abile governo degli ksatriya e alla loro protezione, si possono sviluppare in uno Stato gli alti principi della moralità a beneficio di tutti gli esseri viventi.


70
"Queste sono le qualità che il re ksatriya deve sviluppate se vuole governare il regno in modo impeccabile:
1) la veridicità, 2) la purezza, 3) l’intolleranza dell’infelicità altrui, 4) l’eroismo, 5) il potere di controllare la collera, 6) la potenza, 7) la soddisfazione interiore, 8) l’onestà, 9) l’equilibrio mentale, 10) il controllo dei sensi, 11) la determinazione, 12) il senso di responsabilità, 13) l’imparzialità, 14) l’equanimità, 15) la lealtà, 16) la conoscenza, 17) la devozione per Dio, 18) il distacco dal piacere materiale, 19) l’influenza, 20) il coraggio in battaglia, 21) il compimento del giusto dovere, 22) la destrezza, 23) l’ingegnosità, 24) la generosità, 25) il valore, 26) la precisione nell’azione, 27) la fermezza, 28) la fedeltà, 29) l’assenza di orgoglio, 30) la capacità di governare”.


71
Queste sono le qualità che regolano la vita di uno ksatriya, un uomo può essere considerato tale solo se le sue attività, nate dalla propria natura, corrispondono a tali principi descritti nell’eterno e sacro codice morale.


72
Queste sono le vie della virtù, ma anche della pace e della prosperità universale tracciate dai re santi e costituiscono “il principio ksatriya, l’eterno e sacro codice del guerriero”.

 

 

 

 

 

 

 


Video Intervista  "Per un Mondo Migliore"

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 27 Ottobre 2016 13:09)